Il mio primissimo impatto con un’auto elettrica: Smart con batteria a sale

Per ora è solo un vago ricordo che vorrei ampliare: molti anni fa, poco dopo essere arrivato in Svizzera, quindi dopo il 2004, ho avuto occasione di provare una Smart elettrica di proprietà di uno dei miei clienti, che la usava per andare da casa all’ufficio. Costava circa 35.000 franchi, non ricordo l'autonomia; ma ricordo che c'era un abbonamento forfetario alle colonnine di ricarica (100 CHF per cariche illimitate).

L'esperienza di guida era fenomenale: ripresa fulminea, frenata elettromagnetica potentissima. Anche per via della forma e delle dimensioni, pareva di guidare una macchinina dell’autoscontro.

La batteria, mi disse il proprietario, era ecologica perché basata sul normale sale (non ho idea di cosa intendesse; se avete indizi, scrivetemi) e quindi era facilmente smaltibile. Per contro aveva il difetto di generare moltissimo calore (parlava di 300 °C), ottimo per avere riscaldamento d'inverno ma problematico per l'estate.

È tutto quello che mi ricordo, per ora: ma fu amore a prima vista.

Aggiornamento (2019/05/01): Un lettore, Matteo, mi suggerisce che forse si trattava di una di queste Smart, convertite dalla Zytek nel Regno Unito fra il 2007 e il 2009 dotandole di una batteria da 12 kWh che consentiva un’autonomia di circa 110 chilometri. Una carica completa richiedeva circa otto ore. La batteria era al sodio-cloruro di nichel ed era fabbricata dalla ditta svizzera MES-DEA.