Come si paga un “pieno” alle colonnine di ricarica?

Alcune colonnine di ricarica sono gratuite: per esempio quelle presso IKEA e alcuni alberghi, ristoranti e supermercati (Aldi, per esempio). A volte basta semplicemente inserire la spina; in altri casi bisogna avere la tessera fornita gratuitamente dal gestore.

Una colonnina di ricarica gratuita alla Wiener Haus di Como (2019).


Molte colonnine sono a pagamento, tramite app o tessere prepagate. Si installa sul telefonino un’app, come Nextcharge o ChargeMap, e vi si carica del credito prepagato tramite la carta di credito. Quando si arriva alla colonnina, la si attiva scegliendola sull’app. Ci sono app generiche, come appunto quelle che ho citato, che funzionano con molti gestori differenti di colonnine, e app più specifiche (come per esempio JuicePass in Italia), che funzionano con un singolo gestore (Enel-X nel caso di JuicePass).

In alternativa (o in aggiunta) all’app si può avere una tessera prepagata, che si carica via Internet con la carta di credito e si appoggia su un sensore della colonnina per avviare la carica e pagarla. Come per le app, esistono tessere multigestore e tessere monogestore.

Le colonnine pagabili direttamente con la carta di credito sono molto rare.


Poi c’è il sistema Tesla, che è un mondo a parte. Chi ha una Tesla ha a disposizione anche due reti dedicate di colonnine: i Supercharger, colonnine di ricarica rapida, e i Destination Charger, colonnine di ricarica lenta. Queste colonnine non hanno bisogno di app o tessere: si inserisce la spina della colonnina nella presa dell’auto, e la carica parte direttamente. Il pagamento viene poi addebitato da Tesla sulla carta di credito dell’utente. Questo sistema è disponibile in quasi tutto il mondo.

Una Tesla sotto carica a una colonnina rapida Supercharger (2020).


Le Tesla possono comunque caricare anche alle colonnine di altri gestori; in questo caso serve una tessera o un’app apposita, come per qualunque altra auto elettrica.

I costi sono molto variabili e dipendono dal contratto: solitamente, comunque, sono nettamente inferiori al prezzo della benzina equivalente.

In tutti i casi, una volta avviata la carica ci si può allontanare dall’auto e fare altro (prendere un caffè, consumare un pasto, fare shopping, dormire in albergo). Non c’è bisogno di stare “alla pompa”, come si fa con le auto a carburante.